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Visualizzazione dei post da febbraio 6, 2008

Potenza e il confine

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La mia città indossa questo confine di luci
ogni notte, il faro dell'inceneritore ne segna
l'estremo orizzonte, oltre altre luci, penso,
altri confini altri occhi altri pensieri. Se mai
mi basta quest'orizzonte largo un palmo
o poco più, l'ho chiesto ogni notte all'anima
assopita nella sua conca di buio e luci, cullata
dal vento freddo dell'inverno, un tempo. Oggi
ascolto le rade voci come ascolterei i richiami
del mushaidin, guardo le rade luci come fari
nel deserto, appoggio la mia testa ancorata
dall'abitudine alla ringhiera. Immagino, ancora,
mentre covo, chioccia domestica, passioni seriali.
Così al mattino deposito il mio corpo riscoperto
dalla notte sulla tastiera innocente e rinnovo,
più condanna che rito, mi domando ogni volta,
i versi quotidiani, gesti assoluti d'amore e d'odio.