Una storia esemplare

Silvana Arbia è una donna di straordinarie qualità. Il suo curriculum ne è testimonianza inequivocabile. Conoscerla conferma pienamente questa convinzione. Nel 2018 ha abbandonato la  Magistratura, in cui ha ricoperto ruoli di primissimo piano, per entrare nell’agone politico in Basilicata/Lucania, la terra – è nata  a Senise - che lasciò a 13 anni per intraprendere gli studi, nella quale è rimasta sempre idealmente e periodicamente anche materialmente, per tornarvi stabilmente convinta di portare una possibilità di cambiamento con la sua presenza, con tutto il bagaglio di competenze  e di esperienze nel campo dei diritti, acquisite nel mondo, che l’hanno portata, tra le altre cose, a istituire la Fondazione Arbia per le bambine e i bambini soldato. La Basilicata non le ha fatto la migliore delle accoglienze, politicamente parlando, in particolare le donne, nelle quali Arbia crede profondamente - è, infatti, tra le sostenitrici più accreditate delle conclusioni della Conferenza di Istanbul -, non l’hanno sostenuta come avrebbero potuto, per valutazioni che sarebbe interessante analizzare, ma che sostanzialmente si sintetizzano, a mio parere, in una posizione di acquiescenza alle logiche dei poteri consolidati. Silvana Arbia ha fondato in Basilicata un movimento, Stato Moderno Solidale, i cui principi sono sintetizzati nel “Libretto arancione”,
presentandosi alle  ultime elezioni nazionali e candidandosi a Governatrice in occasione delle  prossime regionali. Per una manciata di voti, Silvana Arbia non ha potuto formalizzare la sua candidatura. Sarebbe stata l’unica donna candidata Governatrice della Basilicata/Lucania, dopo la rinuncia di Carmen Lasorella.


Cosa non è andato per il giusto verso? Mancanza di riferimenti stabili sul territorio? Certo, è questa una delle cause, ma se pensiamo che molti Comuni sono stati trovati “chiusi” materialmente “per neve” nel giorni che hanno preceduto la chiusura della raccolta delle firme, che le condizioni meteorologiche hanno messo kO i nostri già difficili collegamenti, che…che…che…. Ma perché invocare le difficoltà oggettive, quando la difficoltà maggiore è stata la scarsa voglia di cambiare di un territorio che ne avrebbe invece grande bisogno? Arbia ha iniziato una  campagna contro i tumori che stanno decimando la nostra regione, come e più delle fughe dei giovani, ha intrapreso un ragionamento sull’ambiente e sulla salute, sull’acqua e sul petrolio, sulle risorse umane che si assottigliano lasciando sguarnita la Basilicata di possibili tutele, ha parlato alle donne ricordando la loro capacità di “cura” come una dote da esercitare nell’amministrazione della cosa pubblica. Ha parlato di diritti, in sintesi. Ma il giorno in cui i suoi/le sue sostenitori/trici hanno chiesto una firma per lei, ognuno aveva un suo problema, un impegno imprescindibile, in particolare le donne. Tuttavia, sostenuta dallo zoccolo duro dei fondatori e sostenitori di SMS, Silvana Arbia continuerà il suo percorso politico in Basilicata. Saremo con lei in un percorso di crescita lungo e difficile. Ma è la Basilicata/Lucania ad averne bisogno.

In questi giorni nei quali ci si avvicina all’8 marzo, io personalmente non ho nulla da festeggiare, ho solo un obiettivo: lavorare, e tanto, per uscire dai percorsi troppo spesso miseramente ipocriti di tante donne che saranno in prima fila nelle dimostrazioni, nei comunicati stampa, nelle iniziative per le donne, senza avere piena coscienza che alle parole devono seguire  azioni concrete, se vogliamo uscire da un’ambiguità su cui si fondano tutte le azioni contro le donne. Consentire a Silvana Arbia di presentare la sua candidatura a Governatrice della Basilicata/Lucania, era un’azione concreta, semplice, democraticamente corretta. Prevale in me, nonostante tutto, un’ottica positiva. Silvana Arbia in questi giorni è stata chiamata a portare la sua competenza e la sua passione in un interessante convegno a Bologna. La mia visione positiva delle donne, con le donne e per le donne riprende, dunque, da qui. 



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