mercoledì 9 dicembre 2009

L'arte contemporanea nella città: prosegue il percorso del LAP - Laboratorio di Arte Pubblica nella città di Potenza - Opening 12 Dicembre 2009

LAP – Laboratorio Permanente di Arte Pubblica, a cura di Roberto Daolio

L’arte contemporanea nella città: prosegue il Viaggio nella "Surmodernità”, di cui i cittadini di Potenza sono protagonisti dal 28 Marzo 2009, coinvolti in un’azione artistica permanente nel loro quotidiano uso della città.
Il LAP - Laboratorio permanente d’Arte Pubblica presenta una nuova artista, dal 12 dicembre 2009, infatti, ai frammenti de “Qual è il tuo Luogo? Deframmentazione II" di Elisa Laraia si avvicendano le sei immagini di “White Hole”, opera creata ad hoc da Alessandra Andrini, che a sua volta sarà seguita il 13 marzo 2010 da Andrea Nacciarriti.



[Nella foto una delle immagini di “White Hole”, opera creata ad hoc da Alessandra Andrini per il LAP, nella postazione di Via Beato Bonaventura (edificio scuola media “Torraca”)]

Il 12 Dicembre, h.18.00, opening nella Sala dell’Arco del Palazzo di Città a Potenza, Piazza Matteotti, con la partecipazione del Sindaco della città di Potenza, Vito Santarsiero, convinto sostenitore dell’iniziativa che completa con l’arte contemporanea il profilo della città di Potenza come città della cultura e dell’arte, del Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, dell’Assessore Regionale Attività Produttive, Gennaro Straziuso, della Presidente del Comitato Promotore “Opera Prima”, Lorenza Colicigno, e Teri Volini, componente dello stesso Comitato, artista e operatrice culturale, che converseranno con Alessandra Andrini. L’artista, che è nata a Ravenna nel 1958 e vive e lavora a Bologna, è stata selezionata, per esporre nel potentino Laboratorio permanente di Arte Pubblica, dal curatore Roberto Daolio, uno dei massimi esperti di arte negli spazi pubblici. L’esperienza artistica di Alessandra Andrini si sviluppa in rapporto dinamico col

contesto urbano, architettonico e paesaggistico, con l’ambiente, con la storia, con la memoria collettiva: una curiosità che porta con sé i mille occhi del guardare collettivo. Alessandra Andrini scrive di sé: “Il mio lavoro si nutre delle architetture della città. Tento di impossessarmene, di lasciare che sia lo spazio a stimolare un sistema di relazioni all’interno della mia installazione, mettendo in atto un sistema visivo di estrema vicinanza con la percezione del reale, dove cerco un varco che possa generare un secondo livello di pensiero sull'immagine.”. La prospettiva di Andrini è pienamente dentro il concept del LAP, che vuol essere una piattaforma laboratoriale di arte contemporanea nella città di Potenza, un laboratorio in cui si discute e si pratica l’Arte Pubblica, in un rapporto costante con la cittadinanza.
In quest’ottica l’opera di Elisa Laraia, immagine unica finora distribuita in frammenti nella città, dal 15 Dicembre sarà esposta nella sua interezza nell’atrio della scala mobile di via Armellini, dove i visitatori potranno apporre le loro firme ed esprimere valutazioni sul progetto del LAP e sulla relazione tra arte contemporanea e città.
L’iniziativa, proposta dal Comitato Promotore per il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea a Potenza “Opera Prima”, su un’idea dell’Orfeo Hotel Contemporary art project, è organizzato da Art Factory Basilicata, in collaborazione con il Comune di Potenza e la Regione Basilicata (Fondi FESR), che ha inserito il LAP tra i grandi eventi, si avvale inoltre del patrocinio morale del MIBAC e dalla Provincia di Potenza.

Opening
12 dicembre 2009 h.18.00
L’arte contemporanea nella città.
Ne parlano, con l’artista Alessandra Andrini, il Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, il Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, l’Assessore regionale Attività Produttive, Gennaro Straziuso, la Presidente del Comitato Promotore “Opera Prima”, Lorenza Colicigno, Teri Volini, componente “Opera Prima”, esperta di arte negli spazi pubblici.

Tour in città
13 dicembre 2009 h. 12.00
Visita all’opera di Alessandra Andrini “White Hole”, disseminata nelle sei postazioni del LAP - Laboratorio permanente di Arte Pubblica a Potenza, in via Roma [muro di sostegno Istituto Magistrale Emanuele Gianturco], Via Ciccotti [muro sottostante ex Ospedale San Carlo], San Rocco [ex sede dei vigili del fuoco], Viale Dante [muro sostegno lato scala Medaglie d'Oro], Via Beato Bonaventura [edificio scuola media “Torraca”], Piazzetta XX Settembre [Palazzo Comunale].

Contatti:
www.laboratoriodiartepubblica.it
info@laboratoriodiartepubblica.it
+393389599361

mercoledì 25 novembre 2009

25 Novembre 2009 - Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Donne, fuori, fuori a gioire, a soffrire, a morire,
a far la spesa, a paperiare, a lavorare, pronte
a dividervi in pezzi, pezzetti, frammenti di carne e sangue,
donne belle di fatica, donne sfigurate da acidi maritali,
donne, women, femme, امرأة, 女人, bean, vrou, grua,
жанчына, жена, dona, žena, 여성, kvinde, amiche,
compagne, sfruttate, demolite, osannate
e violate, voi esperte a curare, non a farvi curare, ad amare,
a farvi amare anche, con passione e rispetto,
fortunate testimoni di una normalità
serena, o camuffata, o turbata, o svenduta al marito
carnefice, voi, sbattute sul letto o strette
ai muri di casa, investite da auto drogate
di potere maschile. Donne, su su su, gioite, la violenza
contro di voi si celebra, oggi si parla si discute si ricorda
le battaglie, le protezioni, le leggi, Pechino, le giuste
parole, le parole dei giusti, contro padri incestuosi,
mariti ingiuriosi, compagni carcerieri, figli tiranni,
padroni che licenziano, lingue che uccidono.

Donne, voi salite nell’anonimo giorno, belle della vostra
umile schiena curva a gestire
menage da seconda settimana,
sulla scena del mondo, intanto, splendete
nello scintillio dell’immagine dei vostri corpi inarcati
dentro invisibili tanga,
alle vostre bocche violate da cunei di gelato
peccaminoso,
dai vostri occhi che promettono paradisi proibiti
di rosso aperitivo,
voi siete questo, mentre gestite il vostro quotidiano
tour di cure, mentre attraversate città
e campagna tra lavoro e amore?

Donne, su su su, oggi si festeggia
il vostro giorno di vittime.

martedì 10 novembre 2009

Premio "Parola di Donna 2009"

Attribuito a Gina Labriola il premio letterario "Parola di donna 2009", per l'opera "Storie del pappagallo" con questa motivazione:
Per la complessa articolazione tematica e stilistica, per la ricchezza delle immagini e la forza del linguaggio, per l'intonazione ironica con cui l'autrice "si sforza di costruire la distanza, come il simulatore di Bacone" (dalla prefazione di Luciana Gravina), da una realtà sentita come dolorosa e drammatica.
La data della cerimonia di premiazione sarà comunicata al più presto.

Muri che cadono, muri che restano, muri che crescono

20 anni dal muro di Berlino. Il muro cade per la seconda volta, ma in tessere da domino. Intanto tutti i muri reali e metaforici ancora saldamente in piedi assaltano la mia immaginazione.

sabato 3 ottobre 2009

GIORNATA PER LA LIBERTÀ DI STAMPA

SABATO 3 OTTOBRE
GIORNATA PER LA LIBERTÀ
DI STAMPA IN ITALIA
E IN EUROPA
DALLE 15,30 GRANDE
MANIFESTAZIONE A ROMA
In Piazza del Popolo convergereanno giornalisti e cittadini provenienti da tutto il Paese, con 300 pullman. Previsti numerosi interventi e anche esibizioni artistiche. L'attacco di Berlusconi («Sarà una farsa, per la stampa questo è il Paese più libero dell'Europa occidentale!») e la replica della Fnsi, che organizza l'iniziativa con l'adesione di numerose organizzazioni. La diretta su SkyTg24, Rai News24, Retequattro, e – in rete - su Youdem, sul sito della Cgil e su Repubblica Tv.

sabato 12 settembre 2009

Per Elisa

Il 21 Settembre non è un giorno qualunque.
Elisa è scomparsa in questo giorno del 1993.

Si ricordano quei giorni sospesi su un incubo,
si ripensano quei giorni, come invasi da un dolore acuto
prima, da un'attesa attraversata dagli squilli
di telefoni pietosi o impietosi, poi da un silenzio sospeso
ad un cronico malessere quotidiano, che invade cervelli
e coscienze, e resta lì, inespressa e inesprimibile
mancanza, assenza che grida ad ogni angolo
di strada, ad ogni gradino di scala, ad ogni tetto
perso tra le nuvole, tra antenne e pensieri
vaganti fin dove, fin quando lei non ritorni
nei confini del conoscibile, del comprensibile.

Elisa non è tornata, e ognuno di noi l'immagina
persa dentro un destino d'abbandono e di morte,
smarrita oltre ogni ragionevole ipotesi.
Elisa è lontana da noi dal 12 Settembre del 1993,
nessuno di noi l'ha dimenticata, ognuno di noi
consapevolmente o meno l'aspetta, come se la città
dovesse riprendere un cammino interrotto, ristabilire
i suoi equilibri radicalmente compromessi
da quel giorno incredibile in cui una ragazza
è scomparsa nel nulla in pieno centro, in pieno giorno,
in una città del Sud, come tante piccole città
di provincia, così pericolosamente sicura.

mercoledì 26 agosto 2009

Per Lina

La memoria di Lina negli anni della scuola,
quando tu, prof. sui-generis, eri vicina ai ragazzi
che ti sentivano compagna, benché severa,
erano tempi di scambi di idee, di progetti
rossi e voli nell'utopia, tant'è che noi,
quelli della" Repubblica impopolare",
un po' cina un po' cuba un po' america
post-mackartyana, alla ricerca del che,
del mau nostrano, a pugno teso contro
benpensanti, democristiani, falsi
comunisti, noi che sapevamo il mondo
come sarebbe andato, un po' rivoluzionari,
un po' tardo-tardissimo-romantici, post-
-sessantottini in effetti, ma senza
prigione e senza arance, colti così,
in un intreccio fatale di proff e studenti,
nel liceo-bene, dove rosse teste calde
di affetti, di idee, di passioni, avevano
pur un ruolo d'utili antagonisti, senza
pericoli, o quasi, così dunque ci si lasciava
cogliere, aspettando di ritrovarsi,
come poi ci si ritrovò in una sede di partito
dell'ex-pci, dal secolo inevitabilmente morente,
benché ancora Ottantenne, morente
di ideologie logorate dal non-potere,
prima, dal potere, poi.

Lina, eri presenza viva, così bella e calda,
tra questi miei ricordi tesi all'avvenire,
un po' coltivati, un po' traditi,
perché la storia cammina, mentre i ricordi
si fissano, utile background da sfogliare
nei momenti di silenzio e di vuoto,
per ripartire.

Lina, eri un angolo da cui guardare il mondo
dall'ottica dei giovani, e sperare che quel mondo
non tradisca mai, Lina, colonna tolvese
dei ricordi, delle speranze, delle certezze
di una prof. in pensione, che se ne va
sportiva-mente di corsa nei lunghi
anni avanti e indietro, per incontrarvi,
studenti della terra di Basilicata,
che scopro con orgoglio in ogni punto
che conta di questa terra e di altre terre,
belle intelligenze, imperniate nel mondo,
belle carriere, di cui scherzosamente
mi sento colpevole, e vi sorrido e vi bacio
senza ritegno, quando poi vi vedo, per sentirmi
orgogliosamente maestra dei vostri succesi,
dolorosamente maestra nelle vostre sconfitte.

Lina, è triste sapere che la tua forza
si è dissolta nella polvere della terra,
Lina, non così la tua memoria, tu sei
e per sempre nel piccolo olimpo dei miei ricordi,
parte viva del miei valori, dei miei dialoghi
con il tempo difficile in cui viviamo da vivi,
troppo spesso apparentemente vivi, mentre
tu vivi davvero, benché ormai silente testimone
dei nostri travagli d'uomini e donne
d'un'età senza idologie e molti segretari.

Lina, voglio saperti ancora artefice
di trame di parole e idee, mentre muovi,
anche solo con la forza del ricordo,
onde di passioni e azioni giuste,
che si cercano e s'incontreranno, in un dove
e in un quando imprevedibili, per tentare
di rimettere in moto questo mondo
reso piatto da passioni da troppo tempo
limate e spente.

Per te, Lina, più che un congedo
senza addii, un'attesa caparbia
di semina miracolosa di idee
e passioni.