martedì 14 dicembre 2021

 Intervista a Licu Rau aka Raffaele Macis, owner di Craft World

di Lorenza Colicigno

 


Licu Rau, owner di Craft World

Licu Rau aka Raffaele Macis, vuoi raccontarci le motivazioni, i tempi  e i modi della tua scelta di dare vita alla grid Craft, luogo di avventure parallele a quelle della vita reale, un “friend world”. Come definiresti l’identità della tua Grid? E quale è stata la motivazione che ha fatto prevalere questa scelta?


L’incrocio di varie esperienze e passioni personali sta alla base delle scelte che compiamo. Nel mio caso io  di base sono un grafico e anche appassionato di informatica e di Linux sin dal 1996; da allora ho sempre gestito io i server con i miei siti e la posta e con i siti dei clienti che avevo allora (oggi non faccio più siti web se non in casi speciali). Nel 2007 ci fu il boom di SecondLife, ne parlavano i maggiori quotidiani e molte aziende decisero di mettere anche lì una loro sede. Incuriosito entrai anche io e passai del tempo a esplorare questa nuova realtà ‘virtuale’. Due cose mi entusiasmarono in particolare: la prima l’internazionalità dell’ambiente in cui era possibile incrociare avatar da tutto il mondo, la seconda la varietà dei contenuti creati dagli utenti; c’era di tutto: case automobilistiche, banche, università, istituti di ricerca, quartieri ‘residenziali’, quartieri a luci rosse e ogni altra cosa immaginabile. Il tutto era ancora in uno stato ‘embrionale’, sperimentale. Infatti di lì a poco solo alcune esperienze trovarono una via per evolversi mentre altre finirono per ridimensionarsi fino a sparire. Questo forse per gli stessi motivi per cui anche io, dopo circa un anno, abbandonai SecondLife: all’utente medio che non fosse interessato alle serate danzanti e a raccogliere Linden andando in giro qua e là sarebbero serviti troppi soldi per mettere su un progetto peraltro del tutto sperimentale (per fare un esempio: al tempo nessuna scuola spendeva 300 o 400 euro al mese per mettere su un progetto in cui era tutto da costruire e di cui si sarebbero visti, forse, i frutti dopo qualche anno di lavoro).
Stetti lontano da SecondLife oltre un anno, finché non feci da guida a un amico che entrò lì per la prima volta. L’interesse per le potenzialità inespresse dal mondo virtuale si riaccese e poco dopo incontrai OpenSimulator, un software free capace di creare un mondo simile a SecondLife usando il suo stesso viewer.
Non avendo difficoltà a gestire un server Linux, misi su la mia prima regione in OSGrid (si chiamava Constable, in onore del pittore, se non ricordo male).
In OSGrid imparai a visitare altre grid del tempo e alla fine approdai a Cyberlandia ‘Metaverso Italiano 3D’, gestita da Carlos Roundel.
Spostai la mia regione lì, chiamandola Opera (inteso come creatività e lavoro). Scoprii presto che Carlos Roundel era Gino Flore, una persona che avevo conosciuto una ventina di anni prima. Gino si trovava in difficoltà nel gestire la grid, alle ottime capacità tecniche non poteva abbinare del tempo per gestire i rapporti con gli utenti. Cercò di dare una forma diversa alla grid, creando una sorta di federazione di piccole grid ‘standalone’ (grid che lavorano su un server unico e che possono reggere al massimo poche decine di regioni) con una serie di servizi in comune. In quel contesto le nove regioni che avevo a quel tempo le organizzai come grid Robust, una grid modulare, capace di espandersi su più server come le principali grandi grid. È così che il 27 gennaio 2010 nacque Craft. Il nome deriva dalla migliore traduzione inglese che ho trovato del nome della mia regione Opera (regione ancora in costruzione da quasi 13 anni).
Fondamentale nel gettare le fondamenta di Craft è stato l’apporto di Tao Quan, una signora britannica un po’ inglese, un po’ scozzese e un po’ geordie, che ha vissuto la maggior parte della sua vita in Germania e che ora sta negli Stati Uniti.
I primi quattro ‘cittadini’ di Craft furono Tao Quan, Tosha Tyran (mezzo tedesca e mezzo catalana) e Lumiere Noire, americano  e già costruttore della Ivory Tower in SecondLife, ed io. Il caro Lumiere è purtroppo deceduto qualche anno fa.
Da queste premesse e dalle cose interessanti viste in SecondLife scaturirono i principi fondanti di Craft ancora appartenente alla federazione di Cyberlandia: un mondo inclusivo, senza etichette, non nazionale e non dedicato a una cosa in particolare in cui intrattenimento, educazione e arte potessero svilupparsi senza confini. L’esperienza di SecondLife, in cui i costi frenavano la sperimentazione, posero altri principi: condivisione, assenza di valuta, bassi costi per le regioni. Su questi principi hanno potuto svilupparsi presto le esperienze del Museo del Metaverso e di Edu3d. Quest’ultimo gruppo didattico in particolare nel giro di pochi anni poté creare strumenti che poi hanno portato il sistema fuori dalla sperimentazione fino ad un utilizzo reale nella didattica. Si può dire che le esperienze di edMondo, la grid di INDIRE, e di Craft hanno posto le basi per la didattica nei mondi virtuali almeno in Italia.
Passarono due o tre mesi e Gino prese la decisione di gettare la spugna. Ci incontrammo a primavera e in una lunga passeggiata nella spiaggia del Poetto a Cagliari, mi disse della sua volontà di chiudere Cyberlandia e di consegnarmene l’eredità. A quel punto tutti gli utenti e le regioni che facevano parte della federazione, si unirono a Craft che in breve, anche sui viewer, prese il posto di Cyberlandia. Tuttavia stavolta non si trattava più di un ‘Metaverso Italiano 3D’ ma di un mondo basato sull’inclusività, la non nazionalità e la condivisione.
(Mi preme rimarcare qui che la condivisione in Craft non è mai stato un obbligo per nessuno ma un valore condiviso da molti e necessario per il primo sviluppo della grid).

I "luoghi del cuore" di Licu Rau che segnano la sua storia di owner di Craft World

     Agra, primo punto d'arrivo e di aggregazione di Craft World



Playa, la spiaggia degli inizi di Craft World

 
Opera, la regione originaria e da sempre incompiuta



Hydra, attuale punto d'arrivo a Craft, The Friendly World


Quali sono le maggiori difficoltà nella gestione di una Grid Opensim, che è bene ricordarlo è un ambiente opensource?


Ci sono due tipi di difficoltà: tecniche, dovute ai numerosi bug che comunque questo software si porta appresso, e concettuali, dovute al fatto che si è ricreato, soprattutto nella gestione centralizzata degli inventari, un modello che andava bene per una società che gestiva in esclusiva un software proprietario che necessariamente doveva essere centralizzato, ma che meno si adatta a un software libero che dovrebbe avere una struttura distribuita. Questo dà luogo alla gestione di un enorme database centralizzato (diversi terabyte di dati) con tutte le conseguenze tecniche e legali che la gestione di una tale mole di dati, in alcuni casi con potenziali contenuti sensibili, comporta.
Ai numerosi bug invece si fa fronte trovando soluzioni volta per volta, magari facendo piccole modifiche al codice o ‘indovinando’ la migliore configurazione in base al tipo di server in cui il software gira. Per fare una metafora, è come far correre in perfetto equilibrio una bicicletta con le ruote storte.



Celebrati nel 2021 gli 11 anni di Craft nel Jubilee Expo



Hai offerto una sede a 2Lei, dando la possibilità a un gruppo di avatar/persone di esprimere le proprie idee ed emozioni in occasione del mese di iniziative dedicate alla Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne. Quale la motivazione di questa scelta?


Craft, nel limite delle proprie risorse, ha sempre sponsorizzato progetti capaci di coinvolgere le persone, a prescindere dal campo specifico del progetto stesso. In questo caso, per un progetto di crescita sociale e di forte attualità, teso a far prendere coscienza di un tipo di violenza che colpisce brutalmente molte donne per mano di molti uomini, teso alla fine a porre le basi per un mondo migliore, vi era un di più che non poteva essere ignorato.

Il gruppo di 2Lei in Craft World, di cui io stessa ho fatto parte, si è comportato e sentito come una vera comunità impegnata in una causa importante. Che valutazione dai, in relazione alla Grid, di questo progetto che ha visto un gruppo di persone ogni sera per circa un mese impegnato in iniziative di carattere artistico-letterario, con risvolti decisamente sociali?


Non ho potuto partecipare, per ragioni personali, alle numerose iniziative che sono state organizzate dal gruppo 2Lei. Le poche cose che ho potuto recepire mi parlano di un lavoro di qualità e di  una squadra di eccellenza e quindi di un gruppo con la capacità di catalizzare le migliori intelligenze che ruotano attorno ai mondi virtuali. Auguro a questo gruppo di trovare la capacità di esprimersi, su questi argomenti ma anche su altri temi sociali, più volte all’anno e non solo nelle ricorrenze ‘ufficiali’.

 


lunedì 6 dicembre 2021

 

Interview with Velazquez Bonetto

Intervista a  Velazquez Bonetto

by Lorenza Colicigno

 

On the occasion of the inauguration of your installation in Craft World for 2Lei, we heard how broad and rich your biography is both as an avatar and as a person. Do you want to summarize it here for our readers?

(In occasione dell'inaugurazione della tua installazione a Craft World per 2Lei, abbiamo sentito quanto sia ampia e ricca la tua biografia sia come avatar che come persona. Vuoi riassumerla qui per i nostri lettori?)

I started working on digital human modeling in 1981. As an industrial designer, I needed a tool to examine the Human Ingenniering aspects of an environment I designed in 3D. This was an extremely difficult task at the time. Already in 1986, we had a commercially available Industrial Avatar. His name was OSCAR. Since then, I have gone through 4 generations of industrial avatar development and have been actively involved in this amazing development. So I consider industrial avatars somewhere to be my own children.

 For those who want to get bored with this topic, I recommend reading the following resources:

https://online.fliphtml5.com/evmls/wyfy/        virtual human engineering EN

https://online.fliphtml5.com/evmls/sezy/        virtual human engineering DE

https://online.fliphtml5.com/evmls/tlyv/        virtual human engineering HU

https://online.fliphtml5.com/evmls/gagi/        virtual human engineering IT

https://online.fliphtml5.com/evmls/hisl/        Avatar history DE

https://www.youtube.com/watch?v=JDAbaF_NJGI Virtual ergonomic verification for the manufacturing sector EN

Ho iniziato a lavorare sulla modellazione umana digitale nel 1981. Come designer industriale, avevo bisogno di uno strumento per esaminare gli aspetti di Human Ingenniering di un ambiente che avevo progettato in 3D. Questo era un compito estremamente difficile all'epoca. Già nel 1986, avevamo un avatar industriale disponibile in commercio. Il suo nome era OSCAR. Da allora, sono passato attraverso 4 generazioni di sviluppo di avatar industriali e sono stato attivamente coinvolto in questo incredibile sviluppo. Quindi considero gli avatar industriali in qualche modo come miei figli.

 Per coloro che vogliono annoiarsi con questo argomento, consiglio di leggere le seguenti risorse:

https://online.fliphtml5.com/evmls/wyfy/ ingegneria umana virtuale IT

https://online.fliphtml5.com/evmls/sezy/ ingegneria umana virtuale DE

https://online.fliphtml5.com/evmls/tlyv/ ingegneria umana virtuale HU

https://online.fliphtml5.com/evmls/gagi/ ingegneria umana virtuale IT

https://online.fliphtml5.com/evmls/hisl/ Storia dell'avatar DE

https://www.youtube.com/watch?v=JDAbaF_NJGI Verifica ergonomica virtuale per il settore manifatturiero IT


You are the builder of the land that Licu Rau offered to the 2Lei project in Craft World, would you like to tell us what were the thematic and aesthetic criteria that guided you in this impressive, truly effective construction work, which will remain permanently like 2Lei's house, in which events will continue on the theme of the elimination of violence against women?

(Tu sei il costruttore del terreno che Licu Rau ha offerto al progetto 2Lei a Craft World, vuoi dirci quali sono stati i criteri tematici ed estetici che ti hanno guidato in questa imponente e veramente efficace opera di costruzione, che rimarrà permanentemente la casa di 2Lei, nella quale continueranno gli eventi sul tema dell'eliminazione della violenza sulle donne?)


 Your question is very complex so I’ll try to take it apart a bit and explain it that way.

Thematic aspects.

The theme was very surprising to me. In my experience violence against women is likely to be very rare in high educated sections of society. Rather, it is typical to support the life, work, study, and career of our partners. When I found out about this topic on the internet, I was surprised by the statistical facts. Then I understood why this issue needs to be addressed. This is a thousands of years old problem that the secularized modern world must solve urgently and with the force of laws. Domestic violence is also unacceptable. Unfortunately, it should also be noted that there are cultures that do not provide a legal framework for the protection of women. I do not see quick solutions for societies that provide a very archaic framework. Unless women themselves will rebel against a social order that supports patriarchal interests.

 Aesthetic aspects:

Since you love poems, I try to explain through a contest the key concepts that define my aesthetic perception.

hyper-functionalism - hyper-formalism

“It is the pervading law of all things organic and inorganic,

Of all things physical and metaphysical,

Of all things human and all things super-human,

Of all true manifestations of the head,

Of the heart, of the soul,

That the life is recognizable in its expression,

That form ever follows function. This is the law.”

(Henri Labrouste (* 11. Mai 1801 in Paris; † 26. Juni 1875 in Fontainebleau)

Louis Henry Sullivan (* 3. September 1856 Boston; † 14. April 1924 Chicago)

„The tall office building artistically considered“, 1896)

(FFF)

Form follows function is a principle associated with modern architecture and industrial design in the 20th Century, which states that the shape of a building or object should be predicated by or based upon its intended function or purpose. 

The functional architecture and design is the negation of purely aesthetic design principles behind the form determined use of a building or a device. Hence the famous phrase “form follows function” by Louis Sullivan of the popular opinion arose, a beauty in contemporary architecture and design is apparent already from their functionality.

 The beginnings of this view to the rich aesthetic theorists of the 19th Century (Lotze, Semper, Greenough), in Germany but only with the founding of the German Werkbund under the slogans practicality and purpose form in the rank of an artistic design of serious collected.

 The functionalism gained after the First World War and after the interlude of Expressionism, the term new construction, Bauhaus style, or New Objectivity as a design principle more attention again.

To really universally building was the epitome of modern functionalism in Germany but only after the Second World War and has thus the architectural language of reconstruction far. Since the beginning of the 1970s gets the formal poverty and the functionalist planning increasingly in the field of public criticism, which is why the so-called post-modernism in the 1980s functionalism finally completely new design principles tried.

What is hyper-functionalism?

 Hyper-functionalism define and implement the different aspects of the requested behavior of a generic system in a hypermedia* or metaverse environment. (it is not relevant that the generated virtual construct named art or science or any conventional historical category of the human abstraction) The requested behavior and set of functions derived from the given environment where the system successfully survive. The definition typically describes what is needed by the system user (design-goal), which internal functions are necessary, as well as, requested properties of inputs and outputs.

 Example:

In a real environment with gravitation, the material, structural or static properties has primary meaning. Dont survive a system if the functions are not successfully implemented.

In a simulated generative environment where gravitation is not, or particular interpret, the material, structural or static properties has absolutely no significance. If these properties are still represented, we are talking about imitation. But the imitative representation of a system also has meaning when used as a transfer medium for learning and training. 

There are functions in different environments are identical.

An artwork with communicative functions can survive (real or virtual) if binds the human attention, and realise a long time storage of the MEM-s in the central neuronal system (attention is one of the limited cognitive resources of the human brain)

 Accordingly, the former verse can be supplemented with the concepts of hypermedia: hyper-form follows hyper-function

 “It is the pervading law of all things

organic, inorganic or generic,

Of all things physical, metaphysical or virtual,

Of all things human and all things avatar,

Of all true manifestations of the intellect,

Of the heart, of the soul,

That the life is recognizable in its expression, 

That form ever follows function.

This is the law in the real world.

That hyper-form ever follows hyper-function.

This is the law in the metaverse.” 


What Is Hyperformalism?

DCSpensley, 17 May 2006(created 4 April 2006)

 


“Hyperformalism is a critical construct that may be employed by to describe a late 20th century, early 21st century mass art phenomena consisting of scores of personal computer users generating abstract, often spacially unique artworks with software tools, These spacial realities have no analog in the physical world, and instead of making reference to reality, create a unique continuum of reference; a rearrangement of photons to illuminate alternate worlds of form, shape, color and space.

The term Hyperformalism is derived from the combination of the words Hyper and Formalism (as described by Wikipedia) and is being used here to describe aesthetic self expression without anthropomorphic, or representative context. This seperates Hyperformalism from digital collage, aesthetic photo manipulation and other forms.”

 The role of the SL architecture is completely different from that of the RL architecture. The RL architecture has a protective role. Bio-avatars were created to protect against the unpleasant or life-threatening effects of the world around them. (Rain, storm, cold, attacks by wild animals, other groups of people, etc.) Its role was largely to increase the chances of survival through a given protective function. SL architecture has nothing to do with avatar survival. The SL architecture has two important functions. One is to meet the spacial orientation and mimetic needs of the bio-avatar behind the avatar. The other function is to detect collisions between the geometric representations of the avatars and the built environmental elements. There is no gravity for the components. Each element has only a graphic, purely formal aesthetic function.

 Well, everyday practice with such a solid thematic and aesthetic background is very simple. Rosanna tells us what functions need to be created for the events she plans to use and I design and build using the principles of hyper-functionalism and hyper-formalism.

It was not my goal to formally define every element of the environment, but to provide a framework for the creativity of the other participants. Therefore, with the help of very simple elements, I designated the different functional areas where anyone could create objects that convey their own message without restriction. On the ground floor, we have built a central community space for programs that attract many avatars. We surrounded this space with an exhibition of graphic works, a party space, and a garden. Mirabella Infinity made the flower ladies in the garden. We placed the landing point and the information panels and teleports in a separate area. We also placed two very characteristic installations on the ground floor.

We placed the first installation platform on the first floor. The hypercube theater was taken to the second level, which provided a flexible venue for various performances. On the third level is the second installation platform. This was not originally planned, but so many people came up with installations that it was necessary to repeat the first installation platform.

 replication - imitation - creation - innovation

 The resulting environment can in no way be called an RL replication or imitation. There are many procedural elements in the environment that awaken the primes and make the hypermedia environment very alive. The irreplaceable character of the metaverse environment is immediately perceptible from the innovative use of procedural elements. We love that it is nothing like the RL environment. An endless wealth of possibilities moves our imaginations.


(La tua domanda è molto complessa quindi cercherò di smontarla un po' e spiegarla così.

Aspetti tematici.

Il tema è stato molto sorprendente per me. Nella mia esperienza la violenza contro le donne è probabilmente molto rara nei settori della società altamente istruiti. Al contrario, è tipico sostenere la vita, il lavoro, lo studio e la carriera delle nostre partner. Quando ho scoperto questo argomento su internet, sono rimasto sorpreso dai dati statistici. Poi ho capito perché questo problema deve essere affrontato. Si tratta di un problema millenario che il mondo moderno secolarizzato deve risolvere con urgenza e con la forza delle leggi. Anche la violenza domestica è inaccettabile. Purtroppo, bisogna anche notare che ci sono culture che non prevedono un quadro giuridico per la protezione delle donne. Non vedo soluzioni rapide per società che conservano un quadro molto arcaico. A meno che le donne stesse non si ribellino a un ordine sociale che sostiene gli interessi patriarcali.

Aspetti estetici: 

Visto che amate le poesie, cerco di spiegare attraverso un contesto i concetti chiave che definiscono la mia percezione estetica. 

iper-funzionalismo - iper-formalismo

"È la legge pervasiva di tutte le cose organiche e inorganiche,
di tutte le cose fisiche e metafisiche,
Di tutte le cose umane e di tutte le cose sovrumane,
Di tutte le vere manifestazioni della testa,
del cuore, dell'anima,
Che la vita è riconoscibile nella sua espressione,
Che la forma segue sempre la funzione. Questa è la legge".

(Henri Labrouste (* 11. Mai 1801 a Parigi; † 26. Juni 1875 a Fontainebleau)
Louis Henry Sullivan (* 3. Settembre 1856 Boston; † 14. Aprile 1924 Chicago)
"L'alto edificio per uffici artisticamente considerato", 1896)

(FFF)

La forma segue la funzione è un principio associato all'architettura moderna e al design industriale del 20° secolo, che afferma che la forma di un edificio o di un oggetto dovrebbe essere concepita o basata sulla sua funzione o scopo previsto.

L'architettura e il design funzionali sono la negazione dei principi di design puramente estetici dietro l'uso determinato dalla forma di un edificio o di un dispositivo. Da qui la famosa frase "la forma segue la funzione" di Louis Sullivan nata dall'opinione popolare che una bellezza nell'architettura contemporanea e nel design è evidente già dalla loro funzionalità.

Gli inizi di questa visione sono da ricondurre ai ricchi teorici estetici del 19 ° secolo (Lotze, Semper, Greenough), in Germania, ma solo con la fondazione del Werkbund Tedesco, sotto gli slogan praticità e forma, questi diventano obiettivi nel progetto di un design artistico di serio successo.

 Il funzionalismo ha ottenuto, dopo la prima guerra mondiale e dopo la parentesi dell'espressionismo, il significato di nuova costruzione, stile Bauhaus, o Nuova Oggettività come principio di progettazione ancora più attento al nuovo.

Costruire davvero universalmente era il simbolo del funzionalismo moderno in Germania, ma solo dopo la seconda guerra mondiale e ha quindi il linguaggio architettonico di ricostruzione in lontananza. Dall'inizio degli anni '70 (1970) si ottiene la povertà formale e la pianificazione funzionalista sempre più nel campo della critica pubblica, che è il motivo per cui il cosiddetto post-modernismo nel funzionalismo degli anni  '80 (1980) finalmente completamente i nuovi principi di progettazione sono sperimentati.

Cos'è l'iperfunzionalismo?

 L'iperfunzionalismo definisce e implementa i diversi aspetti del comportamento richiesto di un sistema generico in un ambiente ipermediale* o metaverso. (Non è rilevante che il costrutto virtuale generato si chiami arte o scienza o qualsiasi categoria storica convenzionale dell'astrazione umana). Il comportamento richiesto e l'insieme delle funzioni derivano dall'ambiente dato in cui il sistema sopravvive con successo. La definizione tipicamente descrive ciò che è necessario per l'utente del sistema (design-goal), quali funzioni interne sono necessarie, così come le proprietà richieste di ingressi e uscite.

Esempio:
In un ambiente reale con forza di gravità, le proprietà materiali, strutturali o statiche hanno un significato primario. Non sopravvive un sistema se le funzioni non sono implementate con successo.

In un ambiente generativo simulato dove la forza di gravità non c'è, o la interpreta in modo particolare, le proprietà materiali, strutturali o statiche non hanno assolutamente alcun significato. Se queste proprietà sono ancora rappresentate, stiamo parlando di imitazione. Tuttavia la rappresentazione imitativa di un sistema ha anche un significato quando viene utilizzata come mezzo di trasferimento per l'apprendimento e l'addestramento.

Ci sono funzioni che in ambienti diversi sono identiche.

Un'opera d'arte con funzioni comunicative può sopravvivere (reale o virtuale) se cattura l'attenzione umana, e realizza una lunga memorizzazione dei MEM-s nel sistema neuronale centrale (l'attenzione è una delle risorse cognitive limitate del cervello umano)

 Di conseguenza, il precedente verso può essere completato con i concetti di ipermedia: l'iper-forma segue l'iper-funzione

 "È la legge pervasiva di tutte le cose

organiche, inorganiche o generiche,

di tutte le cose fisiche, metafisiche o virtuali,

Di tutte le cose umane e di tutte le cose avatar,

Di tutte le vere manifestazioni dell'intelletto,

del cuore, dell'anima,

Che la vita è riconoscibile nella sua espressione,

Che la forma segue sempre la funzione.

Questa è la legge nel mondo reale.

Che l'iper-forma segue sempre l'iper-funzione.

Questa è la legge nel metaverso".
 
Cos'è l'iperformalismo?

DCSpensley, 17 maggio 2006(creato il 4 aprile 2006)

"L'iperformalismo è un costrutto critico che può essere impiegato per descrivere un fenomeno artistico di massa della fine del 20° secolo, inizio del 21° secolo che consiste in decine di utenti di personal computer che generano opere astratte, spesso spazialmente uniche, con strumenti software. Queste realtà spaziali non hanno analoghi nel mondo fisico, e invece di fare riferimento alla realtà, creano un continuum unico di riferimento; una riorganizzazione di fotoni per illuminare mondi alternativi di forme colore e spazio.

Il termine Iperformalismo deriva dalla combinazione delle parole Iper e Formalismo (come descritto da Wikipedia) e viene usato qui per descrivere l'auto-espressione estetica senza contesto antropomorfico o rappresentativo. Questo separa l'iperformalismo dal collage digitale, dalla manipolazione estetica delle foto e da altre forme".

 Il ruolo dell'architettura SL è completamente diverso da quello dell'architettura RL. L'architettura RL ha un ruolo protettivo. I bio-avatar sono stati creati per proteggere dagli effetti spiacevoli o pericolosi per la vita del mondo che li circonda. (Pioggia, tempesta, freddo, attacchi di animali selvatici, altri gruppi di persone, ecc.) Il suo ruolo era in gran parte quello di aumentare le possibilità di sopravvivenza attraverso una determinata funzione protettiva. L'architettura di SL non ha nulla a che fare con la sopravvivenza degli avatar. L'architettura di SL ha due funzioni importanti. Una è quella di soddisfare l'orientamento spaziale e le esigenze mimetiche del bio-avatar dietro l'avatar. L'altra funzione è quella di rilevare le collisioni tra le rappresentazioni geometriche degli avatar e gli elementi ambientali costruiti. Non c'è gravità per gli elementi. Ogni elemento ha solo una funzione estetica grafica, puramente formale.

 Bene, la pratica quotidiana con uno sfondo tematico ed estetico così solido è molto semplice. Rosanna mi dice quali funzioni devono essere create per gli eventi che intende programmare e io progetto e costruisco utilizzando i principi dell'iper-funzionalismo e dell'iper-formalismo.

Non era mio obiettivo definire formalmente ogni elemento dell'ambiente, ma fornire una cornice per la creatività degli altri partecipanti. Perciò, con l'aiuto di elementi molto semplici, ho designato le diverse aree funzionali dove chiunque poteva creare oggetti che trasmettessero il proprio messaggio senza restrizioni. Al piano terra, abbiamo costruito uno spazio comunitario centrale per i programmi che attirano molti avatar. Abbiamo circondato questo spazio con una mostra di opere grafiche, uno spazio per le feste e un giardino. Mirabella Infinity ha realizzato le signore dei fiori nel giardino. Abbiamo collocato il punto di atterraggio e i pannelli informativi e i teletrasporti in un'area separata. Abbiamo anche collocato due installazioni molto caratteristiche al piano terra.

La prima piattaforma di installazione l'abbiamo collocata al primo piano. Il teatro ipercubo è stato portato al secondo livello, che ha fornito un luogo flessibile per vari spettacoli. Al terzo livello c'è la seconda piattaforma di installazione. Questo non era originariamente previsto, ma così tante persone hanno proposto installazioni che è stato necessario ripetere la prima piattaforma di installazione.

 replica - imitazione - creazione - innovazione

 L'ambiente risultante non può in alcun modo essere chiamato una replica o un'imitazione di RL. Ci sono molti elementi procedurali nell'ambiente che risvegliano i primordi e rendono l'ambiente ipermediale molto vivo. Il carattere insostituibile dell'ambiente metaverso è immediatamente percepibile dall'uso innovativo degli elementi procedurali. Ci piace il fatto che non sia niente di simile all'ambiente RL. Una ricchezza infinita di possibilità muove la nostra immaginazione.)

 At the end of a one-month commitment of initiatives, what is your evaluation of the effectiveness of what has been proposed? 

(Alla fine di un mese di impegno di iniziative, qual è la tua valutazione sull'efficacia di quanto proposto? )

 We had an amazing number and variety of experiences from the 2Lei series of events. It was like a huge fireworks display. Rosanna brilliantly dominated the multitude of programs.  The visual events attracted a lot of avatars, which indicated the extremely high standard of the exhibitions. I had a bit of a problem with the verbal performances because I can’t speak Italian, but I tried to capture understandable shreds and along with them on the internet to interpret what’s going on in another language. The texts translated into English helped a lot. The story of Isabella Morra, which I found in German after a few google searches, was especially interesting.

It was a great feeling to see how many talented "avatars" put their knowledge into this series of events. Down with the hat.

(Abbiamo avuto un numero e una varietà incredibile di esperienze dalla serie di eventi 2Lei. È stato come un enorme spettacolo pirotecnico. Rosanna ha dominato brillantemente la moltitudine di programmi.  Gli eventi visivi hanno attirato un sacco di avatar, il che indicava l'altissimo livello delle mostre. Ho avuto un po' di problemi con le performance verbali perché non so parlare italiano, ma ho cercato di catturare brandelli comprensibili e insieme a loro su internet per interpretare quello che succede in un'altra lingua. I testi tradotti in inglese hanno aiutato molto. La storia di Isabella Morra, che ho trovato in tedesco dopo qualche ricerca su Google, è stata particolarmente interessante.

È stata una bella sensazione vedere quanti "avatar" di talento hanno messo le loro conoscenze in questa serie di eventi. Tanto di cappello!)

(Traduzione in Italiano di Rosanna Galvani)


lunedì 29 novembre 2021

 



Intervista a Sergej Zarf aka Mario Fontanella

di Lorenza Colicigno

 

Sergej Zarf aka Mario Fontanella

Terminate le iniziative di 2Lei in Craft World, non ci resta che farne una valutazione, che non so fino a che punto possa essere oggettiva, essendone stati anche noi parte attiva. Forse neppure ci interessa una valutazione oggettiva, avendo vissuto questa avventura 2Lei con passione, con partecipazione intellettuale ed emotiva. Vorrei quindi chiederti che bilancio possiamo fare di questo mese di iniziative dedicate al tema della “eliminazione della violenza contro le donne”.  Hai intravisto un rischio di formalismo, autocelebrazione, di enfatizzazione, banalizzazione, ecc.?

Credo che l’aspetto prevalente di tutte queste nostre attività sia, più che il risultato in termini di coinvolgimento sociale, il motivo stesso alla base della nostra partecipazione. Il rischio di cadere nell’autocelebrazione e nella retorica c’è sempre, un po’ è anche inevitabile, ma non penso sia quello il punto da cogliere, ogni attività umana, come sappiamo, può essere per propria natura fallace. La tematica che affronta il 2Lei penso travalichi ogni forma di personalismo; se ognuno ci mette un proprio, anche piccolo, contributo può aiutare a mantenere viva la fiamma  e permettere al fuoco di continuare ad ardere anche ben dopo il mese di novembre, a cui viene annualmente dedicato da quella data fatidica del 17 novembre 1999. Vedo il 2Lei importante prima di tutto per ciascuno di noi, come un momento di costruzione interiore utile a rendere presente nella nostra coscienza un sentimento così solido da metterci in grado di trasformarlo in azioni reali nella nostra vita, dalle piccole azioni quotidiane ai momenti di interazione sociale di più ampia portata. Certo, per alcuni di noi questo sentire magari non ha bisogno di essere rafforzato, anche in virtù di esperienze vissute sulla propria pelle, ma ovviamente non è per tutti così. Non è mia intenzione sminuire la portata comunicativa di manifestazioni come queste, penso però che il modo più significativo per trasmettere dei memi reali e permanenti sia ancora l’esempio e il passaggio diretto da essere umano ad essere umano, ma per trasmetterlo devi prima averlo dentro di te, non solo come pensiero latente, ma come fiamma viva. Ogni attività che ci consente di muoverci verso questa costruzione interiore per me è importante, indipendentemente dal fatto che poi ad una serata partecipino 10 o 100 persone. Poi c’è anche l’aspetto collettivo da tener presente, più tasselli vengono aggiunti più si creano condizioni che permettono al messaggio di essere colto anche da chi non è già sensibile alla tematica affrontata.

 

Entriamo nel vivo di questa nostra conversazione, prendendo come punto di riferimento il video “7735”, testo di Seta Rosea, riduzione filmica di Fiona Saiman, che ne è anche regista insieme a te, video che hai realizzato come momento conclusivo di una fase del corso “Riprendiamoci”, in cui hai il ruolo di “maestro”. Qual è la maggiore difficoltà tecnica, se esiste, nel realizzare un video in un mondo immateriale, virtuale? A proposito, data la tua attenzione per la terminologia, vuoi soffermarti prima su quale sia il modo corretto, secondo te, per definire tecnicamente questi mondi paralleli alla vita reale?

"Riprendiamoci" laboratorio video in Craft World a cura di Sergej Zarf

Beh, il termine attualmente più in voga  è quello di “mondo parallelo”; personalmente lo trovo anche più corretto rispetto a “mondo virtuale” perché, come spesso capita di osservare, molte tra le persone che vivono questi ambienti riportano semplicemente “se stessi” in una circostanza diversa da quelle che abitualmente frequentano, come se visitassero un paese straniero con tradizioni diverse da quelle proprie di nascita, cercando di adattarsi alle regole, ma senza di fatto cambiare le proprie tendenze e atteggiamenti comportamentali e relazionali di base. In pratica, sei sempre tu che interagisci con un ambiente e con altre persone, almeno inizialmente estranei, solo che lo fai utilizzando una protesi tecnologica, comunicativa ed espressiva. È anche capitato di trovare, al contrario, chi si identifica talmente con l’avatar da faticare ad accettare la propria identità reale, ma qui si sfiora l’ambito patologico, che non è certo il mio ambito. Si può dire che, nella maggior parte dei casi, l’identificazione non avviene con l’avatar, ma con quello che l’avatar ti consente di fare.


Parlando invece della realizzazione di video in ambienti virtuali, per utilizzare il termine comune, è certamente più complesso richiedere ad un avatar di esprimere emozioni e compiere alcuni movimenti complessi, rispetto a quanto si possa ottenere da un attore in carne e ossa. Di contro, anche se la computer graphic in ambito cinematografico ha rivoluzionato la gestione delle scenografie, creare ambienti ad hoc per le proprie riprese nei mondi virtuali è sicuramente più semplice rispetto a ricrearle in spazio fisico. Bisogna tener comunque conto che le nostre realizzazioni sono sempre e comunque “amatoriali”, sia per fattori di competenza tecnica, sia per disponibilità oggettiva di mezzi e persone con competenze adeguate, anche se alcune volte si tratta di una differenza più quantitativa che qualitativa. Mai comunque nei nostri lavori abbiamo avuto l’ambizione di ottenere prodotti comparabili a quelli realizzabili nei cortometraggi d’animazione, questo indipendentemente dall’impegno richiesto per realizzarli. Il nostro è un ambito specifico “di nicchia”, apprezzabile quasi esclusivamente da chi conosce la complessità dell’ambiente in cui viene realizzato; lo sappiamo e ci limitiamo a cercare di ottenere il meglio dalle nostre possibilità, divertendoci, se possibile, nel farlo.

 Interessante, ad esempio, in “7735”, la commistione tra “finzione” filmica e documentazione di eventi reali, la motivazione è nella difficoltà di restituire in opensim la complessità di eventi collettivi o di massa o da una motivazione interna all’intenzione comunicativa.

La scelta di utilizzare elementi tratti da materiale documentario dell’epoca disponibile in licenza d’uso gratuito per scopi non commerciali, come nel nostro caso, è stata presa dopo un momento di riflessione a riguardo. Normalmente sono contrario a spezzare la continuità espressiva dell’ambiente virtuale con materiale esterno, in questo caso abbiamo deciso di farlo per rendere palese un collegamento diretto tra i riferimenti emotivi e simbolici narrati nel testo ed il fatto che la libertà, reale o apparente, che noi percepiamo adesso in questo nostro tempo non ci è piovuta dal cielo ma è il frutto di lotte reali, di drammi e conquiste di persone che hanno dovuto scendere in campo in prima persona per ottenerle. E questo era impossibile da trasmettere, a mio avviso, senza infrangere quel patto di continuità stilistica di cui parlavo prima. Era importante che si vedessero i loro volti, si percepissero i loro sforzi, così come era importante associare agli sguardi delle donne speranzose nel futuro quelli di donne ed uomini che quelle libertà, che adesso sono loro negate o molto limitate, una volta le possedevano e le consideravano come un bene scontato e necessario, esattamente come capita a noi adesso. Come ben sai, è sempre bene ricordarsi che i diritti civili non sono mai apparsi per miracolo e non andrebbero mai dati per scontati, purtroppo. Mantenere questo “sentimento” nell’ambito della virtualità poteva essere percepito come uno degli elementi di rappresentazione simbolica, e sarebbe stato un peccato.

 

Qual è il percorso che hai intrapreso e seguito per giungere a conseguire queste tue ottime competenze che ti rendono un maestro di video così efficace?

Personalmente rifuggo sempre dalle etichette ampollose, sono e mi definisco semplicemente un tecnico che ha deciso di mettere a disposizione degli altri le proprie competenze in un'ottica di condivisione delle conoscenze, attività che svolgo, oltre che nella vita reale, anche negli ambienti virtuali dai tempi di Vulcano e di Pyramid Cafè TV in Second Life. Ho iniziato ad utilizzare i computer nel 1983 e da allora non ho mai smesso, ho seguito diversi corsi sia a distanza sia in presenza, tra cui anche un mini corso di regia cinematografica applicata ai mondi virtuali, tenuto da una professionista in Second Life qualche anno fa. Ho trasmesso in streaming e ripreso svariate ore di eventi realizzati su diverse piattaforme, cercando sempre di migliorarne il risultato in termini di fruibilità e percezione. Penso che l’aspetto più importante sia, come sempre, dedicare molto tempo alla pratica e a trovare il proprio sguardo sul mondo ed il modo per esprimerlo al meglio delle proprie possibilità. Gli strumenti e le tecniche a nostra disposizione sono veramente molte, ognuno deve trovare quell’insieme che gli consente di sentirsi a proprio agio, senza fossilizzarsi su di uno schema operativo e rappresentativo fisso ed immutabile.

Edu3D in Craft - riflessioni sulla didattica nella realtà virtuale

Ho lasciato per ultima la domanda che in genere pongo per prima. Qual è lo scarto che c’è tra Sergej Zarf e Mario Fontanella?

Ho “dato vita” a Sergej Zarf nel 2007 in Second Life e da allora ho utilizzato sempre questa identità in tutte le realtà di gioco MMORPG e di sperimentazione in realtà virtuale che ho frequentato durante questi anni. Nonostante questa continuità, ho anche vissuto Sergej come mezzo per mettermi in gioco ed affrontare situazioni e dinamiche relazionali in cui Mario solitamente non si trovava (o tuttora non si trova) a suo agio normalmente; ovviamente non mi riferisco a niente di illegale o scabroso, molto semplicemente mi reputo un “timido estroverso” che per mettersi in realtà comunicative dense di altre presenze umane deve forzarsi a farlo; un’altra caratteristica di Mario è possedere una scarsa vena imprenditoriale ed essere poco intraprendente verso territori dove non pensa di essere all’altezza. In questo Sergej è tuttora molto efficace nel permettermi di scoprire lati di me che difficilmente potrei cogliere nella quotidianità del reale. Al contrario di quelle sociali, le attitudini etiche e politiche di Mario e di Sergej sono le medesime. Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato.

Grazie a te, Sergej/Mario. Collaborare con te è stato per me, come sono certa per tutto il gruppo di 2Lei in Craft World, è stata un’esperienza importante, per le tue competenze e anche per la disponibilità al dialogo e alla collaborazione.


sabato 27 novembre 2021

 


Intervista a Rubin Mayo

di Lorenza Colicigno

Rubin Mayo 

Rubin Mayo è un avatar/persona squisita, che in 2Lei si è accollato il ruolo di prezioso “tecnico audio” che ha reso possibile evitare le inevitabili difficoltà nella comunicazione digitale, in particolare immersiva, come in OpenSim, ma è stato anche un abile “cerimoniere”, un amico leale presente a tutte le iniziative di 2Lei, che dal 6 al 27 novembre hanno riempito le nostre serate, aggiungendo risvolti tematici interessanti alle discussioni nate dopo ogni evento. Benvenuto Rubin, nella mia rubrica dedicata al 2Lei in Craft World.
Da te vorremmo sapere, a tuo parere, partendo da 2Lei, quale differenza  è emersa nella visione della violenza contro le donne dal punto di vista delle donne e da quello degli uomini.

Intanto vorrei ringraziarti per i complimenti, non credo di meritarli tutti.
Purtroppo continua ad affiorare una visione diversa del problema: molti uomini continuano a ritenere molto pretenziose alcune rivendicazioni, o comunque a ritenere che la cosa possa essere, non dico positiva, ma conveniente a molte donne. Purtroppo non è cosi, i numeri e i casi lo dimostrano. Anche se sta emergendo che la “violenza famigliare” è un fenomeno esteso a uomini e donne, omossessuali e no, minorenni - in questo caso molte volte la causa è religiosa - le cause della violenza di un uomo contro una donna sono strutturali, dipendono addirittura dalla condizione della donna nella società romana.

Perché hai ritenuto di dedicare un importante e così ben documentato spazio alla storia dell’educazione in Italia? Come hai legato questo aspetto al tema della eliminazione della violenza contro le donne?

L'educazione dei giovani e delle giovani è sempre stato un fattore fondamentale per costruire una società più giusta per tutti: infatti quando nacque questo evento, avevo già da tempo capito che l'abolizione della violenza contro le donne e della violenza di genere deve passare attraverso l'educazione. 

"Educazione negata" di Rubin Mayo - 2Lei in Craft World

Ecco anche il perché del titolo “Educazione negata”. E siccome il tema è talmente grande, mi è sembrato opportuno parlare di due sotto-temi significativi, come l'evoluzione della situazione italiana e la situazione dell'istruzione in Afghanistan, argomento che è ritornato tremendamente attuale.



Ancora due domande prima di salutarci: la prima riguarda l’avatar e la persona: una frattura o una saldatura?  La seconda: su quale metro misuri l’abilità di un costruttore in un mondo virtuale, dalla sua capacità di restituire il mondo reale o di distanziarsene?

La risposta alla prima domanda per me è sempre stata chiara, sin da quando entrai per la prima volta in Second Life a luglio 2007: per me l'avatar è una estensione della mia vita, la vita nei mondi virtuali fa parte della mia vita di tutti i giorni. Parafrasando il Re Sole... L'Avatar c'est moi. Inoltre lo sento ancora più mio, perché il mio nome d'arte come prestigiatore e come programmatore è proprio “Mister Rubin”. E proprio in questo senso il nome Rubin mi appartiene ancora di più del mio vero nome, Marco, in quanto mi chiamano così quasi tutti i miei amici RL.


Rubin Mayo in Second Life

Per la seconda domanda ti rispondo con poche parole: l'ispirazione del momento, la sua abilità di aggirare gli ostacoli e anche di aggirare i propri limiti. Quindi è sempre una questione personale.
Per alcuni aspetti, soprattutto legati ai codici di comunicazione e alla facilità d'uso, conviene avvicinarsi al mondo reale, anche se preferisco usare il termine “tangibile”, per permettere ai fruitori di sentirsi a proprio agio riconoscendo esperienze e funzionalità famigliari o naturali; per altri aspetti potrebbe essere necessario distaccarsi dal mondo reale per rendere l'esperienza più immersiva, fantastica e coinvolgente.
Poi se proprio mi chiedono un parere tecnico... ci sono dei difetti minimi da evitare, come lo sfarfallio delle texture, “l'insensatezza” delle proporzioni, l'asimmetria involontaria, e piccolezze del genere, ma anche li... possono essere opinioni mie quindi opinabili...

venerdì 26 novembre 2021

 


Intervista a Fiona Saiman aka Lucia Baldini

di Lorenza Colicigno

Fiona Saiman 


Continuiamo a interrogarci sulla connessione tra vita reale e vita nei mondi immateriali, in particolare in relazione al progetto 2Lei in Second Life e in Craft World, nel cui staff organizzativo siamo entrambe coinvolte con grande impegno. Ma prima di entrare nel tema, ti chiedo se vuoi parlarci di te, del tuo percorso verso i mondi virtuali, della relazione tra Lucia Baldini e Fiona Saiman. Vorrei che affrontassi un’analisi per quanto sommaria di questa dualità, se è una dualità. E’ una domanda che spesso rivolgo a me stessa, e mi piacerebbe cogliere e capire almeno qualche sfumatura di queste scelte personalissime.

Io sono. Io sono io ovunque abito. Porto con me ovunque quella che sono, penso, agisco. Non ci sono confini fra quello che siamo davanti e al di là di un monitor, non si può fingere in 15 anni di virtualità , non si può essere quelli che non siamo per così tanto tempo. Nel bene e nel male io sono io, sempre.

Quali sono state le tue attività in SL e ora in Craft World cui hanno dato più valore alla valorizzazione della tua sensibilità e della tua identità di persona?

Sono entrata la prima volta in Second Life nel 2006, all'inizio ho trovato molte difficoltà e troppi pochi Italiani per farmi aiutare. Quindi mi sono “buttata” sul web, cercando di capire sopratutto quale fosse lo scopo di questo strumento e come poterlo sfruttare, ebbi allora la fortuna di trovare un forum di Second Life Italia, una vera e propria “Bibbia” di SL, dove ho appreso e letto avidamente tutto quello che poteva aiutarmi. Ma la vera svolta in questo mondo è stato l'incontro con Archimedix Bulan Owner della Biblioteca Archimedica, che ringrazierò sempre per avermi accolto e insegnato tutto quello che c'era da imparare per aiutarlo nella sua attività. Autori veri, scrittori che dalla RL arrivavano in SL a presentare i loro romanzi. Ho conosciuto molte  persone, mi sono sentita davvero utile e sopratutto orgogliosa di poter usare uno strumento che aiutasse a migliorare la mia persona e la mia cultura. Ho proseguito con Archimedx fino a quando giunse il periodo d'oro di SL dove anche musicisti e cantanti di real life  scoprirono questo mondo e approdai a Ibridarte capitanata da Luca Nesti  (cantautore toscano) e dal saper allestire ambientazioni per scrittori mi sono ritrovata a seguire e collaborare nell'organizzazione di concerti. Non mi sono mai fermata da quel momento. Da Ibridarte giunsi poi alla Regione Toscana guidata da Grocon Emoto, e parallelamente venni a conoscenza di un servizio di volontariato della Linden LAB, grazie all'incontro con un altro grande personaggio esselliano di nome Salahzar Stenvaag, il quale mi suggerì di fare parte del Gruppo Mentor e di mettere a disposizione di tutti il mio sapere, la mia esperienza, per far conoscere la faccia bella di SL a chi ci entrava per la prima volta. E così è stato, e devo dire che ho vissuto il periodo più bello della mia seconda vita.  Fra tutte queste esperienze, ho coltivato la passione della fotografia, sperimentato stili diversi, seguito suggerimenti di Artisti SL e RL, studiato anche, fino a quando non mi ha preso sotto la sua ala protettiva Paolino Szepansky aka Paolo Brenzini Artista fotografo genovese, con Lui ho collaborato tantissimo e ovunque sia sparso nel cielo avrà sempre la mia riconoscenza. Ma ringrazio anche Christower Dae, Magicflute oh, Alex, Papper Pap, Roxelo Babenco ,Tani Thor, Aloisio Congrejo per non dimenticare Riccardo Rivarola e Punk Janus che mi hanno sempre spronato a continuare a sperimentare e sopratutto condividere con gli altri la farina del mio sacco. Dare e avere sempre e ovunque, il motto di Pyramid Cafè, altra Comunità italiana che operava nella promozione gratuita di eventi di ogni sim italiana e non nel metaverso. Sai, Lorenza, potrei continuare a citare cosa ho fatto finora e i nomi di tantissimi grandi personaggi di questo mondo ma finirei per scrivere la treccani, lol, è stata una seconda vita intensa e ricca di collaborazioni e soddisfazioni personali, preferisco fermarmi qui. Alla fine non amo molto i riflettori seppur mi trovo e mi sono trovata felicemente coinvolta in tantissimi progetti.  Fra cui il 2Lei che ho visto praticamente nascere, e in cui ho sempre creduto molto.  Ma voglio spendere gratitudine anche per Craft (dato che oramai sono 10 anni che vivo anche in questo mondo), Craft World mi regala tuttora la consapevolezza che le persone ti vedono davvero e ti donano stima e tempo, a differenza di Second Life che adesso non riconosco più nel mio mondo. A Craft vieni accolto e benvoluto subito, vige l'armonia, è una Comunità affiatata e unita, raramente esistono situazioni di litigi e rivalità. Craft è pura Didattica, Cultura, è Arte, le cose che ho sempre cercato di coltivare, infine posso dire che Craft World é respirare la libertà di essere quello che sei e di portare avanti anche i tuoi interessi, importanti esattamente come i progetti di altre persone.

Fiona Saiman per 2Lei

La tua identità virtuale è legata alla fotografia. Partiamo dal presupposto, tutto da analizzare e verificare, che vi sia un confine tra realtà fruita in presenza e realtà fruita attraverso la tecnologia, vuoi parlarci della differenza che avverti, se l’avverti, nel fotografare un paesaggio 3D, un avatar, in particolare donna, rispetto al fotografare ambienti  e persone nel mondo reale?

Dopo tante sperimentazioni, posso dire che la differenza fra reale e virtuale in campo fotografico è sostanziale, e ovvia.  Ma più che gareggiare a rendere il più possibile reale una foto digitale, ho sempre cercato di trasmettere l'autenticità di un'emozione provata davanti a un cielo mozzafiato, o al riflesso sul mare, non occorre che il soggetto sia il più simile  alla  realtà, ma che la mia emozione sia reale. Lascio invece ad altri più talentuosi, la fotografia su volti ed espressioni, sono dell'idea che è meglio specializzarsi in una cosa sola, e fatta bene, invece che mille tentativi nel voler riuscire in tutto e poi fallire.

Tornando a 2Lei in Virtual Worlds, ieri sera attraverso “7735”, testo di Seta Rosea, cui hai offerto magistralmente la tua voce, ci hai fatto scoprire come essa riesca a tradurre emozioni profonde - tali che la distinzione tra reale e virtuale sembri in fondo davvero solo accademica -, mettendo a nudo il tema della corresponsabilità nella “eliminazione della violenza contro le donne”, per citare il tema di fondo della Giornata del 25 novembre. Non di meno ha emozionato il machinima che ne è stato tratto, di cui hai curato la regia con Sergeij Zarf/Mario Fontanella. Di questo aspetto avremo modo di parlare con lui, come “maestro” di “Riprendiamoci”, prossimamente nostro ospite. A te per concludere questa nostra conversazione un’ultima domanda. Ritieni che un tema così terribilmente reale possa essere affrontato in questi mondi tecnologici con la piena convinzione di contribuire efficacemente al cambiamento culturale da cui solo può derivare l’auspicata eliminazione della violenza contro le donne?

2Lei in Craft World - 7735, testo di Seta Rosea, voce di Fiona Saiman

In ogni angolo del mondo (in tutti i mondi) c'è una persona che ha bisogno di essere ascoltata, presa per mano, siamo apparentemente felici di abitare un mondo colorato che ci aiuta a fuggire da cose troppo drammatiche ma poi ogni notte ognuno spegne il pc e si trova nella sua solitudine, nella sua vita complicata, da cui non si sa come uscire. Non siamo solo avatar, siamo persone, con problemi e scudi fragili, è oramai noto quanto il  dramma della violenza  abbia sconfinato, sopratutto la violenza verbale e psicologica, pericolosa quanto la fisica, abita anche su molti social, è importante spargere il seme dell'ascolto ovunque. Dobbiamo continuare a dire che NOI ci siamo, dobbiamo parlarne ancora tanto sempre e ovunque. Ogni 25 Novembre rifletto su quanto sia ancora molto triste continuare ad aggiungere nomi alla lista delle vittime, ma ogni anno io ci credo e continuerò a crederci, un giorno finalmente riusciremo a fare così tanto rumore fino a debellare  per sempre  questa piaga mondiale. E voglio fare un appello: “ Chiunque tu sia,  qualsiasi  condizione  problematica  tu viva,  io ci sono, contattami, io ti ascolterò. Ovunque”. Ti ringrazio, Lorenza, e non solo per questa intervista, grazie anche per la tua Amicizia, così come ringrazio  Rosanna e tutta Craft World, abbiamo fatto un egregio lavoro collettivo in armonia  e affiatamento. Ringrazio Seta che mi ha permesso di vivere di emozioni, attraverso le sue. Ringrazio le Amicizie ritrovate. E ringrazio anche Second Life,  perché siamo come libri colmi di storie e persone, siamo pieni d'amore e parole , siamo il  mondo che abbiamo vissuto. E tutto è ed è stato prezioso.

giovedì 25 novembre 2021

 


Intervista a Francesca Bartolami aka Eva Kraai

di Lorenza Colicigno

Eva Kraai (foto di Terra Merhyem)


A Francesca Bertolami aka Eva Kraai, impegnatissima nella sperimentazione di tecnologia 3D, chiedo di riassumerci il suo percorso nei mondi virtuali, senza perdere di vista le connessioni con la sua vita reale. Come sai, Eva/Francesca, e come sanno i nostri lettori, ho impostato questa serie di interviste proprio sulla connessione tra mondi, dal reale al virtuale e viceversa, per verificare, e comunque mettere in crisi in senso positivo, le mie e le altrui convinzioni al riguardo.

Grazie, Lorenza. Non vorrei mettere in crisi le convinzioni di nessuno, comunque: ognuno di noi segue un suo percorso di vita che è valido quanto quello degli altri…

A pensarci bene il mio interesse per i mondi virtuali è nato tanti anni fa, quando ho scoperto Internet. Allora non esistevano molti modi per comunicare in rete, c’erano solo delle chat testuali e le BBS. Mi aveva affascinato la possibilità di fare ricerche, anche per lavoro, e poiché nel mio ufficio non c’era un collegamento avevo acquistato un abbonamento con IOL, suscitando anche qualche perplessità tra i miei colleghi. Nel corso del tempo ovviamente le cose sono molto cambiate, anche nella Pubblica Amministrazione, e mi sono trovata a essere sempre più coinvolta in progetti che riguardavano il sito web del Consiglio regionale. E’ stato questo interesse per le nuove tecnologie e la comunicazione a spingermi a volere esplorare nuovi modi di interagire con gli altri. Così quando ho sentito parlare di Second Life mi sono detta che sarei dovuta proprio entrarci. Purtroppo il mio web provider non me lo ha permesso per diverso tempo, ma nel 2010, quando già Second Life stava deludendo parecchi utenti, ho potuto finalmente farmi un avatar e mi si è aperto un mondo. Certo un mondo parallelo, che aveva poco a che fare con la mia attività di tutti i giorni, ma che mi permetteva nuovamente di creare qualcosa. Penso che la creatività sia un’esigenza che tutti abbiamo fin da piccoli e che purtroppo crescendo spesso ripudiamo nel tentativo di sentirsi “adulti”. Io ho provato a sentirmi creativa in molti modi, dalla pittura (ma non avevo talento), alla scrittura (scrivevo racconti, ma ho abbandonato per esaurimento d’inventiva), alla recitazione (mi costava troppo tempo da sottrarre allo studio), alla fotografia (mi riusciva meglio quando viaggiavo di più, anche solo per lavoro). Ecco, in Second Life potevo imparare a costruire il mio mondo e a condividere questa esperienza con altri. Potevo fotografare senza macchina fotografica. Potevo conoscere persone diverse da me e dai miei amici storici, potevo approfondire la conoscenza e farne nuovi amici. Grazie ad alcuni di loro ho scoperto Opensim, una versione di SL completamente opensource, e quando ho iniziato a costruire con Blender è stato naturale abbandonare sempre più Second Life per spostarmi in Craft, dove tutto si può fare liberamente, senza costi se non quelli di affitto di una sim. Quando poi sono entrata in contatto con Edu3d, ho capito che è importante anche condividere quello che si sa fare con altri e imparare dagli altri, così ho ripreso a insegnare, forse con più entusiasmo che tecnica didattica, un’esperienza che come tante avevo abbandonato da anni per seguire altre strade. Grazie ai tutor di Edu3d, ma non solo, ho conosciuto anche altri mondi virtuali, mondi che si possono visitare in VR e avere l’impressione di esservi immersi come in una realtà alternativa. 

Eva Kraai interpreta Il piccolo Principe in una sperimentazione Edu3

E anche lì conoscere persone interessanti, comunicare, sperimentare. Nel brutto periodo della pandemia che stiamo attraversando, soprattutto durante i lockdown, i mondi virtuali mi hanno aiutato a sentirmi viva. Sono stata anche entusiasta di poter partecipare al 2Lei, approfondendo la conoscenza con le persone del gruppo (parlo proprio di persone, non di avatar: l’avatar è solo un medium) e lavorando su un tema che mi è sempre stato a cuore, essendo una “vecchia” femminista e avendo fatto parte per anni del Comitato Pari Opportunità della mia Amministrazione (fino a quando è stato sciolto per questioni politiche). Oltretutto ho potuto interpretare delle bellissime opere e poesie, riesumando la mia esperienza di tanti anni or sono in una filodrammatica di quartiere. Ora che il 2Lei sta volgendo al termine, voglio ringraziare tutti i miei “compagni di viaggio”: Seta Rosea, per i suoi testi emozionanti, Fiona Saiman, per le sue sentite interpretazioni e le sue immagini, Rubin Mayo, inappuntabile presentatore e divulgatore, Sergej Zarf, di cui ammiro da tempo i video, Rosanna Galvani, instancabile coordinatrice e streamer e naturalmente anche te, Lorenza, per le tue opere e per la “Città delle donne”. 

L'installazione di Eva Kraai per 2Lei in Craft World

Spero che quest’avventura non finisca qui, ma possa ancora darci modo, nel nostro piccolo, di contribuire ancora alla lotta contro la violenza in tutte le sue forme. Insomma, credo che la realtà virtuale, se affrontata con cognizione di causa, non possa che arricchire la vita reale, senza ovviamente sostituirla.

 I tuoi “servizi fotografici”, sempre ricchi di una documentazione che è informativa, ma anche interpretativa, degli eventi in corso del progetto 2Lei, rientrano nella mia idea che l’aspetto più importante di ogni nostra manifestazione di pensiero e di azione ha efficacia, sì, certo, per il solo fatto di esistere, ma soprattutto per la capacità divulgativa di chi vi partecipa e vi assiste. Senza divulgatori/divulgatrici attente, molti messaggi passano inosservati o sono presto dimenticati, insieme ad essi i valori che portano. Che ne pensi?

Una delle foto di Eva Kraai a documentazione delle tante installazioni del 2Lei in Craft World


Penso che sia assolutamente vero. Quando mi occupavo di comunicazione pubblica, avevamo un motto: “Se fai qualcosa, fallo sapere”. Cercare di comunicare ad altri la propria percezione di un evento, di una manifestazione, di un’opera, è utile anche a noi stessi per confrontarci con la percezione che ne hanno loro. Ed è importante per conservare la memoria di quello che si è visto e sentito. 
Ritengo che la fotografia sia lo strumento ideale per farlo, in quanto colpisce immediatamente l’attenzione. E questo vale soprattutto nella nostra epoca, in cui siamo bombardati da informazioni che ci vengono proposte dai media, dalla stampa, dal web, e spesso facciamo fatica a recepire tutto e a districarci tra le notizie, per non parlare di quelle false e tendenziose. Soprattutto sui social, dove spesso non ci si sofferma più di tanto a leggere, i post con le immagini sono recepiti subito e non è detto che a quel punto non ci si fermi anche a cercare di approfondire. Da un punto di vista più personale, per me fotografare è stato sempre importante: ho spesso incubi ricorrenti in cui parto per un viaggio dimenticandomi di portare la macchina fotografica… anche se ora i cellulari hanno reso tutto più semplice.

Per te che frequenti diverse realtà virtuali, quale è quella o quali sono quelle che più rispondono all’esigenza di espressione e comunicazione nella realtà contemporanea? La rotta di FB verso “meta” disegna un profilo del mondo reale sempre più proiettato verso l’immateriale? Che interpretazione dai di questa spinta al virtuale nella comunicazione social?

Posso dire che per ora la realtà virtuale cui sono più affezionata e in cui mi sembra che ancora sia possibile esprimersi in modo più semplice con strumenti interni o esterni sia quella di Opensim, anche se non consente un’immersione totale come la VR. Può darsi però che sia solo una mia preferenza, dovuta anche al fatto che non ho una conoscenza approfondita di altri mondi, dove pure ho visto cose molte interessanti. Penso che chi frequenta queste realtà scelga senz’altro quella che gli è più congeniale, dove si sente più a proprio agio a costruire o a incontrare amici. E comunque, come ho avuto già occasione di dire, si tratta ancora di ambienti “di nicchia”, siamo lontani – per ora – da quanto ha prospettato Zuckerberg. Penso che però possa essere una prospettiva che si concretizzerà in futuro, quando la tecnologia diventerà di più semplice utilizzo e a costi molto più contenuti. Abbiamo sperimentato durante questa pandemia quanto gli strumenti tecnologici ci abbiano aiutato a lavorare e studiare a distanza, a potere seguire eventi, a non sentirci completamente isolati. Pensa a un lockdown negli anni Cinquanta o Sessanta: avremmo avuto solo il telefono per comunicare tra di noi. Quindi l’idea di incontrarci con persone lontane e di potere condividere passioni e conoscenze, anche se solo in un mondo immateriale, mi sembra una prospettiva affascinante.

Hai un “messaggio” da consegnare, come Eva Kraai, ai nostri lettori? E come Francesca Bertolami? Sono perfettamente sovrapponibili?

Eva ed io siamo sempre state la stessa persona, non ho mai finto di essere qualcuno che non sono né sui social né in mondi virtuali. Sono sempre io, con pregi e difetti, con le mie paure e le mie speranze, con quello che so e quello che ignoro. Che messaggio posso lasciare? Non dimentichiamo mai che dietro un avatar c’è una persona con il proprio vissuto e i propri sentimenti, viviamo la nostra vita virtuale con gli stessi valori che difendiamo in quella reale.


 Intervista a Licu Rau aka Raffaele Macis, owner di Craft World di Lorenza Colicigno   Licu Rau, owner di Craft World Licu Rau aka Raff...