sabato 14 giugno 2008

Uomini contro la violenza dove siete?


Lettera di Marisa Guarneri

Cari uomini italiani,
ho un gran peso sul cuore, e capisco il silenzio che da ogni parte si sente su ciò che sta accadendo in Italia.
Le mie amiche mi scrivono facendo battute sulla ragazza romena stuprata da un italiano, molto vicino a lei naturalmente...il convivente della datrice di lavoro.
Se non si trattasse di corpo e di anima, ci sarebbe quasi da dire: meno male.
Pubblicamente emerge la verità e cioè che lo stupro appartiene agli uomini ed è contro le donne ed a volte anche contro altri uomini.
Il braccialetto di Rutelli ci consegnava ad un destino di vittime predestinate, la campagna della destra ci riduceva ad un mero possesso, stuprabili solo dagli italiani caso mai: le nostre donne!
Ma ora il salto è veramente epocale, scordato il pretesto - lo stupro - si passa direttamente alla punizione etnica.
Sono abituata a vedere giovani donne diventare capro espiatorio dei problemi della propria famiglia, ed abusate in silenzio,.
Ma le nostre braccia non bastano per accogliere migliaia di donne e bambini assaltati, resi responsabili di tutti i disastri del nostro paese.
Si parla di esercito nelle città: niente in contrario se questo esercito mettesse alla gogna tutti gli uomini che stuprano indipendentemente dalla loro nazionalità e tutti gli uomini che picchiano, terrorizzano, perseguitano, ammazzano donne colpevoli di cercare la propria libertà.
Punizione si, ma soprattutto morale, ostracismo, isolamento, vergogna per questi uomini.
Solo il disprezzo degli altri uomini potrà fermare tutto questo.
Non bastano gli eserciti per combattere il disprezzo conscio e inconscio che c'è nel cuore e nella mente di moltissimi uomini e donne per le vittime di violenza.
Meglio fuochi e assalti di ronde che guardare la verità e cioè che l'origine dello stupro e della violenza sta negli occhi che gli uomini e le donne chiudono
sollevati dal fatto che non stia capitando a loro.
E' buio sopra la mia testa e nel mio cuore. Temo per tutti e per me: temo il trascinamento delle soluzioni facili, temo la concordia in parlamento, temo le donne che non lottano pur essendo in posizione di poterlo fare e le leggi necessarie non vengono approvate.
Da cosa vi deve deifendere uomini il Decreto Sicurezza? Dalla consapevolezza che la violenza è dentro ognuno di voi e che quando pietà muore
siamo tutti morti?
Non si tratta più di riparare dentro ai centri antiviolenza alle sofferenze di donne private della loro dignità e speranza, si tratta di contrastare la violenza
con il coraggio di parlare e distinguersi da questa barbarie, che da almeno venti anni vedo compiersi ogni giorno.
Uomini contro la violenza dove siete?

Biennale di Venezia