sabato 21 gennaio 2012

Workshop sulla legalità come narrazione collettiva

Workshop dedicato al tema della legalità come narrazione, promosso ieri dall'UPI Basilicata, dalla Provincia di Potenza, Apof – Il, in collaborazione con l'Associazione Progetto Vittime Basilicata, referente Domenico Leccese, nel Ridotto del Teatro “Stabile” a Potenza, ieri, 21 gennaio. Una giornata iniziata con la presentazione del libro di Pasquale Iorio “La lotta contro le mafie come narrazione collettiva - L’Italia che resiste”, che ha visto svilupparsi la discussione tra l'autore, Iorio, Anna Maria Palermo, referente regionale Libera Basilicata, Davide Bubbico, ricercatore Universià di Salerno, l'assessore provinciale alla cultura, Francesco Pietrantuono, e il Direttore generale Apof - Il, Giuseppe Romaniello. Protagonista quell'Italia che resiste alle infiltrazioni mafiose, un'Italia positiva che fa da controcanto all'Italia delle mafie. Il libro di Iorio segnala tante testimonianze di associazioni che operano contro la mafia, tra cui Libera, testimonianza dell'esistenza di un tessuto democratico che fa da barriera alla velleità delle mafie di condizionare la vita democratica del nostro Paese. Sfatato ormai il ritornello di un Sud patria delle mafie, le organizzazioni criminali infatti si sono ormai inserite in profondità in Lombardia, in Toscana, in Emilia Romagna e nel Veneto, Iorio ha rilevato come crescano ed operino oggi nuove leve di amministratori, di magistrati e di esponenti delle forze dell'ordine ben più determinate contro le mafie, ma soprattutto, importante la legge che è oggetto di studio in America ed in Europa, sulla confisca e sul riutilizzo die beni dei mafiosi per fini sociali. Resta il grande problema di creare le occasioni per discutere con i giovani, nelle Università, nelle scuole, per far crescere ancora di più la consapevolezza della legalità. - La battaglia per la legalità democratica farà passi positivi nella misura in cui si incrementeranno le reti del commercio solidale, evitando la intermediazione parassitaria, che dà alimento alla mafia dei trasporti. Non a caso le denunce di Ivan Lo Bello relative ai fatti di Sicilia, in cui la Confindustria riconosce infiltrazioni mafiose. Insomma, non la retorica della legalità, ma le buone pratiche per una nuova economia in cui al capitale e al profitto si sostituisca un insieme di valori sociali. -. Lo sguardo si è spostato sulla Basilicata, anche nell'intervento di Anna Maria Palermo, che come referente di Libera Basilicata, esclusa la presenza della mafia nella nostra Regione, ha tuttavia sottolineato la necessità di mantenere alta la guardia, essendo la Basilicata un crocevia del traffico tra regioni in cui la mafia o la camorra sono presenti. - Ciò che va promosso è la narrazione ai giovani delle difficoltà della società contemporanea, - ha detto Palermo - soprattutto nelle scuole, e i giovani sono pronti ad accogliere queste riflessioni sul tema della lotta alle mafia, è importante però recuperare alla scuola la sua funzione di riferimento. Il mondo viene narrato dai media, mentre nella scuola si è persa la dimensione istituzionale, come luogo di veicolo della memoria, con l'obiettivo di formare cittadini, non semplicemente di istruire, abbiamo dimenticato la prospettiva di una scuola che sempre forma il buon cittadino. -. Davide Bubbico ha ribadito la opportunità di porre attenzione al circuito che sta crescendo di un'economia etica, con esperienze imprenditoriali diverse, in cui è protagonista l'associazionismo economico. - In questa regione – ha detto Bubbico – non si rileva una radicata criminalità mafiosa, ma piuttosto comportamenti e costumi che quando sono in capo a rappresentanti istituzionali mettono in crisi una cultura civica, riflettendosi sui cittadini e sulle imprese. Nella seconda parte della mattinata si è parlato di “Giovani e legalità”. Numerosi gli interventi, moderati da Leccese, rilevante che la parola sia stata data ad uno studente dell'Istituto Alberghiero di Potenza che ha rilevato, sulla base di una sua ricerca mirata, come gli studenti non diano un significato univoco al termine legalità e quasi maila affiancano alla mafia. - Importante - ha dettolo studente Antonio Lorusso – moltiplicare l'esempio di Palazzo San Gervasio, in cui è stato creato un centro giovanile intestato a Peppino Impastato, in una proprietà sottratta alla criminalità locale. -. Gianluca Caporaso, del CSV Basilicata, ha sottolineato l'importanza di trovare i luoghi per parlare con i giovani di mafie e criminalità e di farli dialogare tra loro, altrimenti si fanno esercizi di retorica ma non si cambia la realtà. Bruno Coppola, AISLO Nazionale, ha messo in luce come solo una conversazione tra pari riesca a mettere davvero a fuoco il tema della legalità tra i giovani. - D'altro canto - ha detto Coppola – la mafia, la criminalità organizzata è abilissima nella narrazione, visioni del tipo “sono tutti uguali, si fanno solo i loro interessi”, “pecunia non olet”, “fatta la legge trovato l'inganno” sono narrazione, ma cattiva narrazione, le associazioni illegali sono grandi narratori con mantra ossessivi, la macchina del fango, ad esempio, contro chi lavora contro la mafia, occorre quindi parlare di buona narrazione collettiva, che parli di inclusione e cosmopolitismo, contro l'esclusione, di responsabilità che renda concrete tali parole, fare ricostruzioni di senso, dare senso alle scelte quotidiane, senza eroi, ma con uomini che operino nella collaborazione tra l'io e l'altro in una società sana. Pietrantuono, assessore cultura Provincia di Potenza, ha parlato di funzionamento di una democrazia incompiuta o incompleta in Italia, dove legittimismo e giustizialismo hanno per circa 15 anni negato valore alla Costituzione, in una società che riconquisti i valori fondanti del nostro testo cardine, non vi è che il rispetto della legge. Occorrono riforme che ridiano fiducia nello Stato, nella giustizia, che consentano ai giovani di aderire alla legalità nell'ambito della società regolata dalla Costituzione. Salvatore Auletta, assessore politiche giovanili, lavoro e antiusura, provincia di Matera, ha parlato di una società impegnata in una decostruzione di modelli positivi, non da dimenticare anche il momento socioeconomico non dei migliori, così gli adolescenti e i giovani, non avendo punti di riferimento valoriali e senza lavoro, possono andare verso il mondo della illegalità. Importante operare per prevenire devianze, intercettando le esigenze dei giovani con attività formative, con una politica inclusiva, ascoltare il privato sociale, momento importante per intercettare problematiche giovanili, insomma, con poche risorse, mettere in campo percorsi che riavvicinino i giovani anche alla politica. Pierfrancesco Giannangeli, Accademia Belle Arti Macerata, ha trovato nell'ambito della storia del teatro e della critica teatrale le chiavi per penetrare nella comprensione del mondo, chi fa teatro, infatti, ha a che fare con tutto il mondo, non chiudersi quindi nella propria specializzazione, ma guardare alla cultura e alla società come un unicum in cui riconoscersi in un sistema di valori comuni. Maurizio Caccavo, giovane impegnato in politica, vede i giovani estranei alle problematiche del nostro tempo, distratti e non disposti a riflettere, si è augurato che in Basilicata si esca dalla logica del clientelismo, per creare una società che non odi i giovani, come avviene invece oggi in tutta l'Italia. Alle 21, sempre nel teatro “Stabile”, performance “EC tribute Cara sorellina Elisa...”, ideato dalla coreografa Eleonora Iacobucci, dedicato ad Elisa Claps, nel suo trentacinquesimo compleanno.

Biennale di Venezia