domenica 4 aprile 2010

Pasqua 2010

La loro pasqua, la nostra pasqua, la sua
Pasqua, del Cristo di tutti,
la pasqua dei morti sulle strade,
delle ragazze ammazzate, dei bambini
e delle bambine sporcate dai pedofili
di tutto il mondo, di tutti i ceti, di tutti
gli ordini, di tutte le religioni violentate
anch'esse, dei figli e delle figlie ferite
nel corpo e nell'anima, delle pene
dei poveri cristi lasciati sul lastrico
dalla povertà e dalla solitudine, la pasqua
degli ultimi, spinti agli estremi dell'universo
dalle beatitudini inattingibili degli agnelli
odorosi d'aglio e prezzemolo, della uova
fertili di cioccolata e doni inutili.

La pasqua di Elisa, della sua esile voce
che sussurrava da sempre dal tetto sconsacrato
la terribile fine, la pasqua di sua madre,
salita al suo fianco sulla croce da sempre,
che grida come sempre e per sempre
la sua ribellione di madre. E le porta incise
le tue ferite prosciugate dal tempo,
che sanguinano ora vivo sangue dalle sue vene.

La pasqua dei diritti violati, dei doveri
dimenticati, delle valvole malfunzionanti,
delle impalcature fuori norma, delle fabbriche
che espellono liquidi e melme mortali
nel ventre di fiumi non più vergini
da troppo, troppo tempo. La pasqua dell’operaio
che s’impone di rischiare la vita nel turno
solitario di una pasqua
di lavoro per qualche moneta,
l'operaio, fratello di pasqua
dei soldati sotto le tende
dell'Afghanistan, dell'Iraq, mossi
dalla disoccupazione, che perdono
su orizzonti diversi la vita e il futuro.

E spero senza speranza nel coraggio
di una nuova resurrezione.

Si sono tenuti il 16 marzo 2019, a Potenza, i primi tre Tour del LAP Laboratorio permanente di Arte Pubblica nelle postazioni urbane d...