martedì 16 luglio 2013



Lezione seminariale particolarmente interessante ieri a Potenza, nella Sala del Consiglio del Dipartimento di Scienze Umane dell'Università di Basilicata, nell'ambito delle attività del Dottorato di ricerca in Storia dell'Europa Mediterranea dall'Antichità all'Età Moderna, in collaborazione con la Deputazione di Storia patria della Lucania. Il 16 luglio, nonostante si sia in un tempo tradizionalmente dedicato alle vacanze, la sala era piena. Antonio Lerra, docente Università degli Studi della Basilicata, elemento portante del Dottorato, Presidente Deputazione Storia Patria, ha brevemente introdotto la lezione di Salvatore Lardino sul tema “Terra e contadini nel Mezzogiorno contemporaneo Tra storia e Storiografia”, parlando tra l'altro dell'importanza della storia nella formazione degli studenti medi, storia di contro spesso sacrificata a vantaggio di altre discipline. Lardino, che è appunto docente di scuola media e tra le punte di diamante della Deputazione di stiria patria lucana, è autore del volume recentemente pubblicato “Il sogno di una cosa”, Il movimento per la terra in Basilicata tra storia e storiografia. Storico di chiara competenza, Lardino ha mostrato grande capacità di analisi dei fatti, in un'ottica di lettura attenta e critica alle scelte politiche della DC e del PCI rispetto ai movimenti contadini prima e dopo la seconda guerra mondiale, ha delineato la complessità della figura del contadino nella cultura mediterranea. - Non ha la chiarezza dell'inglese farmer o del tedesco bewohner, - ha detto Lardino – ma fa riferimento a una pluralità di figure: piccolo proprietario, fittavolo, boscaiolo, bracciante parzialmente, pastore, soprattutto in Sardegna, sfocia nella pluriattività. La nozione di contadino, inoltre esige che di essere confrontata con quella più lata di famiglia contadina, che ci riconduce alla pluralità degli insediamenti rurali, diversificati, o accentrati, nei borghi rurali, le agrotown, o decentrati, o stanziali o migranti o itineranti, come le vie erbose della Basilicata, che dal Melfese conducevano al Tavoliere delle Puglie. Altro elemento che caratterizza il contadino meridionale, mediterraneo in genere, è la duplicità duplicità di rapporto tra autoconsumo e il mercato. -. Antropologicamente il contadino è tra le figure del limite, nel senso ha scontato certamente un passato di sofferenze, e si deve attenzione alla storiografia dei più deboli, ma senza inutili epopee, come afferma Lerra, che fanno male alla storia dei contadini. La lezione ha messo in rilievo come l'uso della storia in un'ottica di richiamo di flussi turistici nei diversi paesi della Basilicata, con progetti sostenuti dall'APT Basilicata, presentano il limite di confinare il fatto storico nell'epopea, non favorendo la comprensione nella complessità del contesto storico di riferimento. Lardino ha invitato ad una rilettura attenta dell'opera di Rocco Scotellaro, nel sessantennio della morte e nel novantennio della nascita, nella fase della sua permanenza a Portici, periodo che non è da intendere come fuga da Tricarico, bensì come esigenza di rileggere dall'esterno e con un metodo critico il protagonismo suo e dei “contadini del sud” negli anni in cui era stato Sindaco a Tricarico.  

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